La Missione Mars Reconnaissance Orbiter

Lancio Agosto 2005
Viaggio - Agosto 2005/Marzo 2006 - viaggio verso Marte
Avvicinamento al pianeta rosso - Marzo 2006
Inserimento nell'orbita di Marte - Marzo 2006
Aerobraking - Marzo 2006/Nov 2006 - rallentamento nell'atmosfera marziana ed inserimento in'orbita circolare inferiore per la raccolta di dati scientifici
Operazioni scientifiche - Nov 2006/Nov 2008 - svolgimento delle operazioni scientifiche
Ripetitore per comunicazioni - Nov 2008/Dic 2010 - utilizzo dell'orbiter per comunicare con altre missioni in corso
Fine della missione: in corso


La missione Mars Reconaissance Orbiter della NASA   è stata lanciata verso Marte ad agosto 2005. È stato utilizzato un lanciatore Atlas V-401, che gli ha fornito quasi tutta l'energia necessaria per raggiungere la sua destinazione finale. L'MRO rimarrà nell'orbita di Marte senza posarsi sul pianeta.

È stato scelto questo tipo di veicolo di lancio proprio perché offre le prestazioni necessarie per far arrivare a destinazione l'orbiter in quell'anno. Infatti, nonostante tecnicamente sia possibile far partire una missione ogni due anni, lanciare una missione nel 2005 richiede prestazioni maggiori rispetto ad una lanciata nel 2003 o nel 2007 e ciò a causa della posizione dei pianeti nelle loro orbite, a parte che il peso del MRO é maggiore rispetto a quello di altri veicoli spaziali.
La finalità di missione è lo studio dei minerali ed il monitoraggio delle condizioni climatiche marziane, per ricercare l'acqua, anche sotto forma di tracce passate, e per accertarsi dell'esistenza di eventuale vapore acqueo rilasciato nell'atmosfera durante l'avvicendarsi delle stagioni.
Mentre altre missioni hanno dimostrato l'evidenza della presenza in passato di acqua sulla superficie del pianeta rosso, Mars Reconaissance Orbiter ha il compito di stabilire per quanto tempo vi sia rimasta e se abbia potuto creare un habitat per qualche forma di vita.

La navicella spaziale ha compiuto un viaggio di sette mesi, dall'agosto del 2005 a marzo del 2006, per raggiungere l'orbita di Marte, ed effettuare un successivo avvicinamento di sette mesi per portarsi nell'orbita necessaria ai rilievi scientifici. Con gli strumenti di cui è dotata, fotograferà la superficie marziana in primissimo piano, ne analizzerà i minerali, cercherà l'acqua nel suo sottosuolo, stabilirà quanta acqua e quanta polvere sono presenti nella sua atmosfera ed effettuerà un monitoraggio meteorologico giornaliero.

Inoltre l'MRO costituirà un potente punto d'appoggio per le comunicazioni e la navigazione di altre missioni. Infatti i suoi sistemi di telecomunicazione forniranno un servizio essenziale per i futuri veicoli spaziali, in quanto costituiranno il primo link di un ponte tra Marte e la Terra, una specie di "Internet interplanetario" che potrà essere usato nel corso di altre missioni internazionali negli anni a venire.

A bordo della navicella è stata installata anche una fotocamera sperimentale per le finalità di navigazione. Questo strumento innovativo, se svolgerà la sua funzione in maniera soddisfacente, potrà essere utilizzato su altre navicelle spaziali, guidando i futuri atterraggi sulla superficie di Marte, anche in siti che potrebbero presentare pericoli o incognite, diventando un "occhio interplanetario" di altissima precisione.







Illustrazione NASA di Mars Reconnaissance Orbiter nell'orbita sopra i poli di Marte